Work in Progress

No, non siamo fuggiti verso qualche paradiso fiscale con la vincita della Lotteria Italia (magari…).

Anche se stiamo affrontando una piccola fase di rallentamento, cosa alquanto normale visti gli impegni della vita reale, siamo ancora qui e lavoriamo per voi. E presto, molto presto, potremo contare su una sede (temporanea o, speriamo, definitiva) dove organizzare i nostri eventi. E di roba in cantiere ne abbiamo parecchia, contiamo di riprendere già da questo weekend o, al massimo, durante la prossima settimana.

Stay tuned!

Pubblicato in News. Lascia un commento »

Dungeons & Dragons: dal tramonto all’alba?

Diciamocelo francamente, chiunque abbia una certa esperienza sa che Dungeons & Dragons non è un gioco di ruolo perfetto, almeno per chi ha sempre cercato nel genere un sempre maggiore realismo.

E’ stato il primo a divenire oggetto di interesse per moltissimi giocatori, ha dato una svolta al mondo ludico prima dell’avvento dei colossi del videogame, è stato testa di ponte per l’avvento del gioco di ruolo in tutto il mondo. Ma con un sistema di regole e un bilanciamento fra realismo e giocabilità  molto particolare. Eppure, malgrado questa “imperfezione” e paradossalmente grazie ad essa, Dungeons & Dragons è sempre stato un gioco unico, il più venduto e seguito da generazioni perchè facile da apprendere e con un certo fattore di “epicità” fonte della sua enorme fortuna.

Ma la storia delle case editrici che lo hanno pubblicato in più edizioni non è priva di fasi negative e di errori rapidamente messi in evidenza dai riflettori dell’opinione pubblica, come accade ad ogni grande azienda che si rispetti. Ed è proprio sotto questi impietosi riflettori che ci troviamo  a esaminare l’ennesima mutazione di Dungeons & Dragons annunciata e già oggetto di numerose discussioni nella Rete.

E’ di pochi giorni fa l’annuncio ufficiale, da parte della Wizards of the Coast, della futura pubblicazione della quinta edizione di D&D dopo l’insuccesso della quarta. Le alte sfere dell’azienda hanno garantito che questa nuova versione del gioco sarà sviluppata totalmente in base alle opinioni dei giocatori che, tra l’altro, avranno la possibilità di far parte dello staff di playtesting semplicemente inviando una email. Senza tener conto del metodo di selezione piuttosto discutibile e superficiale, proviamo ad analizzare i motivi che hanno spinto la Wizards a dar vita all’ennesima evoluzione/stravolgimento del gioco.

Dopo l’acquisizione della TSR e la pubblicazione, nel 2000, della terza edizione molte cose iniziarono a cambiare e non soltanto nel regolamento che rimase tuttavia fedele ad alcuni capisaldi storici (allineamento, classi dei personaggi, avanzamento a livelli…): molti affezionati al precedente Advanced Dungeons & Dragons storsero il naso preoccupati del sistema di avanzamento dei personaggi che dava adito a pericolose combinazioni di bonus e abilità in grado di renderli invincibili, considerando anche la vastità di materiale presente negli innumerevoli manuali pubblicati (con nuove classi di prestigio, nuovi talenti e nuove razze) e sul sito ufficiale della WotC. Un paradiso per il powerplayer accanito, in grado di spuntarla contro calcoli matematici complessi pur di creare il personaggio perfetto.

D’altro canto il sistema di regole revisionato (e rivisitato pochi anni dopo nella versione 3.5) era comunque di facile giocabilità e non richiedeva grandi sforzi per essere compreso, oltre ad averlo supportato con la versione aggiornata dell’ambientazione Forgotten Realms e con l’innovativa Eberron.

Il gioco in fondo piaceva anche ai veterani e conservatori ma suscitava alcuni ovvi timori: l’esperimento delle combinazioni era già stato un immenso successo con Magic ed era naturale cercare di applicarlo anche a un gioco di ruolo di loro proprietà, ma in questo modo una nuova generazione di appassionati cominciava a crescere e Dungeons & Dragons si avvicinava pericolosamente al confine fra gioco e videogioco (era l’epoca d’oro dei MMORPG, giochi di ruolo online basati in particolar modo su abbinamenti di abilità dei personaggi ed oggetti speciali).

Ed è forse proprio questa nuova generazione che ha fornito la stragrande maggioranza di consigli e idee per la creazione, nel 2005, della quarta edizione: ormai tutto era nelle mani di un nuovo team di sviluppo guidato da Mike Mearls, l’assenza di uno dei creatori della terza, Monte Cook, si faceva sentire e lo spirito originale del gioco di Gary Gygax era solo un lontano ricordo. Dungeons & Dragons sembrava essere un arcade, era divenuto molto simile a un videogame.

Da sempre i giochi di ruolo, da tavolo e tradizionali sono stati emulati dai videogiochi, questi ultimi copiavano i primi. L’inversione dei ruoli causata dalla pubblicazione della quarta edizione generò un fortissimo malcontento in una grossa fetta degli appassionati e la prova di ciò si è avuta di recente con il superamento di vendite di Pathfinder, sistema di gioco estremamente simile alla terza edizione (che godeva del diritto di utilizzo delle meccaniche base di D&D in base alla Open Gaming License rilasciata proprio dalla WotC nel 2000 per agevolare chiunque volesse pubblicare materiale proprio per il gioco) e il crollo delle vendite dei prodotti della quarta edizione.

Se non fosse per il vitalizio rappresentato da Magic, la WotC probabilmente sarebbe attualmente a rischio di bancarotta. Pur di salvare il salvabile ha di recente annunciato il progetto di una nuova edizione completamente sviluppata e testata dai giocatori e che, a detta dell’azienda, sarà la summa di tutte le edizioni pubblicate del gioco, un sistema definitivo e rivoluzionario. Oltre a ciò ha garantito che ripubblicherà Advanced Dungeons & Dragons 1st Edition (1977) in memoria di Gary Gygax e per sostenere economicamente la costruzione di una statua del padre del gioco di ruolo a Lake Geneva, idea di moltissimi giocatori di tutto il mondo uniti dai social network.

Ora una piccola considerazione.

Abbiamo visto che la terza edizione ha dato vita a una generazione di giocatori concentrati sulle combo di classi/razze/talenti/oggetti più che sullo spirito originale del gioco spostando leggermente l’ago della bilancia verso meccaniche da videogame ma non raggiungendo livelli compromettenti.
La quarta edizione è stata sviluppata seguendo le opinioni e le idee dei giocatori, per lo più quelli che frequentano i forum ufficiali della Wizards e che probabilmente annoverano fra di loro un’enorme percentuale di powerplayers.
La quinta edizione sarà sviluppata seguendo le idee dei giocatori che offriranno la loro candidatura semplicemente lasciando una email e sperando di essere contattati (fra milioni di altri con un criterio puramente casuale): è più ovvio pensare che invece lo staff di sviluppo esaminerà le proposte dei partecipanti agli stessi forum di cui sopra.

Che probabilità ci sono che questa nuova alba di Dungeons & Dragons porti realmente un prodotto compatibile con i gusti di tutti, giovani e vecchi giocatori, se le fonti da cui si attingono idee sono sempre le stesse? Potrà Monte Cook, richiamato appositamente dall’azienda, rimettere in sesto la situazione disastrosa? Ma soprattutto non sarebbe forse il caso di cambiare pagina e dedicarsi a un nuovo prodotto, un sistema di regole completamente diverso con un’ambientazione accattivante come fu Eberron?

Io credo che Dungeons & Dragons abbia già sofferto troppo tutti gli stravolgimenti subìti nel corso degli anni e che ormai la scelta di quale edizione giocare sia soltanto nelle mani dei giocatori. Di certo l’iniziativa di ripubblicare l’Advanced Dungeons & Dragons in memoria di Gygax è nobile ma non può sicuramente risollevare dallo shock causato dal fallimento della quarta edizione benchè darà adito ai veterani di rivivere emozioni dell’epoca e ai giovani di vedere “come si giocava di ruolo” quasi trent’anni fa.

Staremo a vedere se sapranno sorprenderci in senso positivo. Me lo auguro di tutto cuore.

L’intervista a The Marius!

Eccola, finalmente.

Siamo riusciti a pubblicare l’intervista di Capodanno a The Marius, grande amico di Orvieto Ludica e autore di Advanced Nerds e Violet.

Orvieto Ludica garantisce che nessun disegnatore è stato maltrattato durante l’ultimo veglione (si è spontaneamente sottoposto a una tortura ballerina alla Nintendo Wii).

OL: quali sono state e sono le tue fonti di ispirazione principali, oltre al mondo ludico?

The Marius: vediamo… il primo fumetto che ho letto è stato senza ombra di dubbio Topolino ed ha avuto l’esclusiva sulle mie letture per almeno tredici anni, mentre i primissimi personaggi della fantasia che abbia disegnato sono stati Nonna Papera, Calimero e Devilman (tavole che esistono ancora). Da bambino non facevo altro che disegnare Paperino, ma quando mio padre decise che dovessi impegnarmi in letture più adulte mi portò in edicola e lì trovai un fumetto di uno dei miei più grandi eroi della primissima infanzia: l’Uomo Ragno, per l’esattezza il numero 181. Rimasi estasiato dalle tavole di Mark Bagley al punto che non feci altro che leggere e rileggere l’albo per tutta la durata del cenone. Sì, perchè era il 31 dicembre 1995. Da lì, successivamente, decisi che dovevo fare le cose sul serio.

Attualmente le mie fonti di ispirazione sono molteplici. Oltre al già citato mondo ludico, i fumetti, cinema, animazioni e media in genere sono la fonte principale per la Strip Advanced Nerds (che compirà 6 anni il 28 gennaio). Per quanto riguarda le altre produzioni sono molteplici. Capita che posso ispirarmi alla vita di tutti i giorni, ad una idea venuta sul momento o addirittura ad un sogno fatto la notte prima.

OL: quali autori prediligi e consideri tuoi “maestri”?

The Marius: sono molti gli autori che adoro. Sbavo sulle tavole di Eduardo Risso e Moebius o leggo e rileggo costantemente le storie di Warren Ellis o Neil Gaiman, rimango stupefatto dall’estro di Andrea Pazienza e dalla semplicità di Charles Schulz, ma c’è un uomo di fronte il quale tutti coloro che producono fumetti devono togliersi il cappello: Will Eisner. L’importanza che ha avuto per il mondo dei fumetti non è concepibile: ha aperto uno dei primi studi di disegno, dove hanno collaborato – tra i tanti – Shuster e Siegel (creatori di Superman), Bob Kane (papà di Batman) e Jack Kirby (il Re); ha scritto e disegnato per decenni una delle serie più longeve degli Usa, the Spirit, insegnando agli americani che i fumetti non sono per bambini; soprattutto ha codificato il mezzo di comunicazione, dando per sempre a me e chi come me degli strumenti fondamentali per riuscire a scrivere ed impostare una tavola senza andare a caso ma seguendo delle specifiche tecniche mediali. Un genio.

OL: il tuo “battesimo” professionale nel mondo dei fumetti? Qual’è la prima opera pubblicata ufficialmente e che riscontri hai ottenuto?

The Marius: la primissima opera pubblicata è stata un’illustrazione della banda bassotti su Topolino 2191 (vedi? Tutto torna!). In realtà mi sono autoprodotto per anni prima di espandermi alla rete finquando la Cagliostro E-Press non ha deciso di puntare su un mio progetto che prendeva spunto dal Sandman di Gaiman e da Hellblazer: Il Sognatore. Non posso lamentarmi del suo successo, seppur effimero. Ha venduto all’incirca 5-600 copie che, considerato si tratta di un fumetto di una piccola casa editrice, scritto e disegnato da un esordiente, disponibile solo alle fiere, risulta una bella soddisfazione. Molti lettori sono risultati entusiasti della trama e dell’idea e sono rimasto molto contento. Ovviamente non sono mancate le critiche, soprattutto quelle che mi accusavano di “copiare” i due titoli dai quali prendevo ispirazione. Queste accuse non hanno fatto che accrescere l’attenzione su Il Sognatore, facendo sì che i lettori si trovassero a leggere un fumetto stile Vertigo ma ambientato in Italia.

OL: ti piace lo zampone con le lenticchie che Orvieto Ludica ti ha cucinato?

The Marius: chomp, chomp… Lo zampone con le lenticchie Chomp! fa sempre bene, allo scoccare della mezzanotte. Un po’ meno il kraken imbottito alle quattro del mattino di due anni fa (NdOL: era veramente un kraken imbottito, confermiamo)!

OL: il tuo “Advanced Nerds” è divenuto molto famoso fra gli utenti di Facebook e ti ha spinto a stampare le strisce in piccoli volumi e a promuovere alcuni gadget, come t-shirts e segnalibri. Continuerai a seguire questo formato pubblicando le strisce periodicamente o hai intenzione di evolvere il progetto verso altre direzioni?

The Marius: Advanced Nerds nasce come progetto crossmediale cioè attraversa vari media, in ognuno dei quali presenta delle novità rispetto alle versioni su altri canali comunicativi. Ciò consente non di avere la stessa storia raccontata a fumetti, a cartoni o in film allo stesso modo ma permette di avere delle storie inedite per ogni canale, ognuna delle quali riporta, però, alla continuity principale.
Attualmente Advanced Nerds è un fumetto crossmediale perchè appare sul web con strisce inedite, in cartaceo con la formula ibrida, su iPhone solamente per l’inedito e nei gadget, ma conto di incrementare ulteriormente l’espansione in un periodo più o meno breve.

OL: parlaci dell’esperienza “Violet” e del successo mediatico che ha avuto.

The Marius: la storia di Violet è abbastanza travagliata. Il design del personaggio è nato da solo mentre sorseggiavo un caffè al bar e dopo la spinta iniziale del soggetto è morta lì. L’ho ripresa circa tre anni dopo perchè un editore era interessato a pubblicarla, con mia sorpresa dato che l’avevo rimossa dalla mia testa. Purtroppo lo studio e il lavoro non mi hanno consentito di presentare il progetto finito in tempo e ho perso la pubblicazione. Violet ha subìto, così, un altro periodo di limbo finchè non ho letto di questo concorso sulla pagina Facebook di Stan Lee: cercavano design per nuovi supereroi. Decisi di provare, la tavola della copertina era pronta e non avrei dovuto sforzarmi molto a caricare l’immagine. Non mi sarei mai aspettato un tale successo. Su migliaia di partecipanti da tutto il mondo, Violet si è piazzata 24esima grazie alla giuria popolare. Non una posizione tale per essere scelta dalla giuria effettiva come vincitore (scelto tra i primi 20) ma abbastanza da ricevere interviste dai maggiori quotidiani nazionali (Il Mattino, La Repubblica), riviste (L’Espresso, Il Mucchio Selvaggio), radio (RadioCRC), TV locali (TeleClub Italia) e decine di siti italiani. C’è stato anche un sito francese che ha parlato di Violet, diventato un fenomeno perchè si trattava del primo supereroe che lotta la Camorra. Dopo questo tam tam, avendo la possibilità di essere presente al Napoli Comicon 2011 ho presentato un numero zero che ha venduto un bel po’.

Tra l’altro, Violet mi è valsa anche due 30 e lode quando ho deciso di farne argomento d’esame durante il corso di studi di Scienze della Comunicazione. Ovviamente anche Advanced Nerds non è stato da meno, anch’esso con due 30 e lode. Ma questa è un’altra storia!

OL: Marvel o DC? E perchè?

The Marius: senza ombra di dubbio, Marvel. Sono dalla parte dei supereroi con superproblemi. Quelli della Casa delle Idee non sempre si fidano l’uno dell’altro, anzi, spesso finiscono col prendersi a cazzotti, mentre quelli della DC sono suddivisi in “famiglie” e tra di loro c’è sempre questo clima amicale, dove tutti conoscono l’identità dell’altro ed è molto difficile che tra loro non collaborino. Non dico che alla DC scrivano ancora di eroi imbattibili come durante la Golden Age, ma hanno ancora quel non so che di distaccato, di “epico” rispetto ad un eroe Marvel. Con l’Uomo Ragno è molto facile identificarsi, provare pena per lui, mentre Batman, ad esempio, nonostante sia il più umano dei supereroi risulta comunque poco “uomo” con la sua ossessione per la vendetta e per la sua follia intrinseca, è sempre di un passo avanti agli altri, sempre più scaltro e sempre più forte. E’ molto romantico come personaggio, e come Sherlock Holmes affascina ma non trasmette quel quid grazie al quale riesci a sentirti come lui. Invece riesci a capire meglio Watson, cioè un tipo medio come Spidey, che soffre d’amore e non sa come pagare le bollette. È molto significativa una frase di Stan Lee, a tal proposito: in fondo, L’Uomo Ragno rimane il supereroe che potresti essere tu.

OL: giochi di ruolo o giochi da tavolo? E perchè?

The Marius: giochi di ruolo! In primis, perchè stimolano la fantasia (e non a caso una marea di strip sono nate dopo sedute di gioco); a differenza dei giochi da tavolo dove sei in sfida contro tutti, nei giochi di ruolo il più delle volte devi collaborare con altri giocatori alla riuscita della missione, rendendo quindi ancora più piacevole riunirsi attorno al tavolo; ma soprattutto perchè consente di entrare in avventure che non potresti vivere in altro modo… E ritrovarsi con gli amici a ricordare delle scene più epiche piuttosto che quelle più esilaranti è una cosa magnifica!

OL: oltre ad Advanced Nerds e Violet, a cos’altro stai lavorando in questo periodo?

The Marius: al momento mi ritrovo a lavoro esclusivamente su Advanced Nerds, anche se ho in mente di partecipare ad un concorso, di rimettere mano a Violet e soprattutto di continuare quelle dannate tavole di prova per una rivista e che ho accantonato da mesi!

OL: è vero che il tuo mazzo goblin rosso di Magic è truccato?

The Marius: se per truccato intendi anni e anni di ricerca di carte (che avevo ma che il mio “socio” pensò bene di vendere), di carte che appena acquistate venivano limitate o bandite, di anni di test , perfezionamento e di esperienza fatta a giocare e ad arbitrare partite e sangue, sudore, sputi e morsi… Allora sì, il mio mazzo è truccato!

OL: secondo la tua personale esperienza la partecipazione a convention, fiere e mostre può rappresentare un’opportunità per artisti emergenti?

The Marius: lo è ma dipende da molti fattori, come A. la tua presentazione; B. la tua capacità; C. cosa presenti e a chi lo presenti; D. La scelta di presentarsi come indipendente o proporsi ad una etichetta.

Per dieci anni ho preso parte alle fiere girando per gli stand con il solito book sottobraccio e ricevendo ogni anno le stesse risposte fino all’incontro con la Cagliostro E-Press. L’anno scorso, invogliato dalla richiesta di Advanced Nerds e di una congiunzione astrale ho deciso di presentarmi come indipendente e mi è andata bene, tanto che quasi quasi la prossima battaglia lo rifaccio.
L’opportunità più grande per gli emergenti è quella di credere fermamente in quello che si sta facendo e di continuare incessantemente: il segreto è la costanza (non la velina)!

OL: Ya Ya Cthulhu…?

The Marius: Fhtagn! (è un test per vedere se ho letto il ciclo di Cthulhu?)

OL: in questi giorni si parla molto di crisi del gioco di ruolo e in genere del mondo del gioco tradizionale a vantaggio dei videogames, sempre più complessi e realistici. Hai qualche pensiero in merito?

The Marius: la crisi del gioco di ruolo e dei giochi tradizionali è una falsa crisi, secondo me, dettata più dalla necessità di alcuni genitori di piazzare i bambini davanti ad uno schermo per liberarsene o dall’attrazione che una grafica iperrealistica e un sistema di gioco innovativo possono avere sul videogiocatore. Il gioco, per tutti gli esseri viventi, è esperienza e non la si può accumulare stando davanti ad un videogame ma giocando a fare il cowboy o la dottoressa, o seduto attorno ad un tavolo ad impersonare un mago elfo. Non ho mai sentito di qualcuno che è diventato chierico di quindicesimo livello stando alla console (soprattutto se non gioca ai mmorpg). Come è naturale, il videogiocatore, smessa la frenesia da console ricercherà il gioco di ruolo, da tavolo o tradizionale per imparare il mondo, imparare a stare in società e crescere.

OL: che progetti hai per il 2012? Cosa bolle in pentola? E, per caso, hai una via di fuga per evitare la profezia Maya?

The Marius: ho prenotato un biglietto di sola andata per Rennes le Chateau e tutte le zone dei Maya-Templari-Chupacabras elencati da Giacobbo.
Progetti per il 2012 definitivi ancora nulla, al momento si tratta di idee, ma posso assicurarvi che produrrò dei nuovi volumi di Advanced Nerds, ci sarà qualche novità che riguarda Violet anche se sono molto combattuto e probabilmente qualche altra cosa. Non dovete far altro che restare sintonizzati per scoprirlo, anche perchè ho intenzione di renderlo pubblico sul mio blog e sulla pagina Facebook (si spera) entro metà gennaio.

OL: credi nella profonda serietà di questa intervista?

The Marius: assolutamente. Ma assolutamente!
(“Assolutamente” è un termine fantastico: preso da solo significa tutto e niente!)

OL: hai mai pensato a una collaborazione per un progetto editoriale? Ad esempio se ti venisse offerta l’opportunità di illustrare un nuovo gioco oppure scrivere a più mani la sceneggiatura di un nuovo fumetto?

The Marius: certo che mi farebbe piacere, anzi! Sono convinto che lavorare in team sia sempre una buona opportunità per crescere professionalmente, soprattutto se si tratta di uscire dai confini del proprio universo ed entrare, per poco, in un altro.

OL: vuoi bene a Orvieto Ludica?

The Marius: ma certo che sì, sei il mio Lurido Ludico preferito! ♥

Annunciato il Magic M13 Core Set

La Wizards of the Coast ha annunciato le date d’uscita del nuovo set di Magic: the Gathering. Stando alle notizie riportate nella pagina ufficiale, il nuovo set sarà a disposizione dei giocatori a partire dai seguenti giorni:

Prerelease il 7 e 8 Luglio 2012

Release il 13 Luglio 2012

Game Days il 4 e 5 Agosto 2012

 

Nel frattempo possiamo gustarci la gallery di anteprima di alcune carte della nuova espansione, Dark Ascension, che sarà presentata a brevissimo, i giorni 28 e 29 Gennaio 2012.

Dove poter giocare a Dark Ascension? Semplice, è possibile localizzare il più vicino torneo prerelease tramite questa pagina web.

E noi? Beh, noi ci giocheremo e vi terremo informati!

 

 

Si riparte!

Ormai il periodo festivo natalizio è al termine, ma il divertimento per questo 2012 è appena all’inizio, e varie sono le novità di cui parleremo nei prossimi giorni, gli eventi che saranno organizzati e le ultime modifiche apportate al nostro blog!

Innanzitutto, come potrete facilmente notare, abbiamo aggiunto il link diretto ad Advanced Nerds (di cui abbiamo ampiamente parlato in precedenza) nella sezione Partners: nei prossimi giorni pubblicheremo anche l’intervista all’autore, il carissimo amico The Marius!

Per festeggiare degnamente l’anno nuovo ed esorcizzare le previsioni dei cari Maya, Orvieto Ludica testerà e organizzerà varie sessioni di Arkham Horror, inquietantissimo e intrigante gioco da tavolo incentrato sui miti di H.P. Lovecraft: riusciremo a tenere a bada Cthulhu e gli altri Grandi Antichi?

Senza tuttavia trascurare la serie di avventure, che ci accompagneranno per tutto il 2012, del gioco di ruolo Il Richiamo di Cthulhu – d20 System con la serie La Fine di Tutte le Cose. Contattateci per partecipare, vi aspettiamo numerosi.

Nuove gallerie sono quasi pronte, stavolta non ci soffermeremo a pubblicare solo le foto dei nostri eventi ma anche immagini tematiche su giochi, manifestazioni, eventi legati al mondo ludico o semplicemente foto e illustrazioni divertenti.

Altre news in arrivo nelle prossime settimane legate a Magic e Warhammer.

Infine alcuni grossi progetti di Orvieto Ludica sono in cantiere, classificati come top-secret! Ne vedremo delle belle, la nostra comunità cresce di giorno in giorno così come le attività che stiamo programmando!

Buon Compleanno, Commodore 64!

Sebbene non sia nella filosofia di Orvieto Ludica parlare di videogiochi e della tecnologia al loro servizio, a volte è d’obbligo fare delle eccezioni… come in questo caso.

Trent’anni fa, nel gennaio del 1982, veniva presentato al pubblico americano il Commodore 64, simbolo del confine tra i computer riservati a piccole nicchie privilegiatissime e il prodotto di massa accessibile a ogni famiglia.

Malgrado il suo prezzo esorbitante (circa un milione di lire nei primi mesi di diffusione in Italia) e dotato di una memoria RAM di 64 KB (microscopica rispetto ai PC moderni) ha comunque rappresentato il primo strumento in grado di far avvicinare i profani a un linguaggio di programmazione come il BASIC.

Ma molti di coloro che, come me, hanno avuto la fortuna di possederne uno non possono dimenticare i meravigliosi giochi che ci hanno accompagnati e intrattenuti per ore e ore. E posso garantirvi che era avvincente smanettare su questo enorme mattone grigio pieno di pulsanti neri; non ci fermava neppure attendere svariati minuti di caricamento delle cassette dei giochi (si, proprio loro, le classiche cassette da registratore) o dei floppy neri giganti.

In soli dieci anni ha raggiunto un invidiabile record di vendite (17 milioni di unità malgrado il prezzo e la scarsa diffusione della cultura informatica dell’epoca), resistendo fino ai primi anni 90 quando il mondo dei videogames fu invaso da console come NES e Sega Master System.

Nel corso dei gloriosi dieci anni di vita, il Commodore 64 ha ricevuto anche un piacevole restyling e l’azienda ha sfornato numerosi modelli con varie funzionalità e configurazioni fino all’avvento dell‘Amiga 500, nuova punta di diamante della Commodore Business Machines Inc., nel 1987.

Di recente il mercato ha visto l’arrivo del Commodore 64 Extreme che mantiene l’aspetto esterno classico ma con una configurazione interna invidiabile rispetto alla maggior parte dei PC attuali, il tutto a un prezzo naturalmente elevato.

Si sa, la tecnologia dei personal computer va avanti e ha raggiunto intervalli evolutivi rapidissimi rispetto a trent’anni fa. Ma da bravi nostalgici non possiamo far altro che rimpiangere questo gioiello. Se in qualche vecchia fiera dell’usato o in vendita su Ebay ne trovate uno…non fatevelo sfuggire.

Buon compleanno, Commodore 64!

Corso Base di Clownterapia

Perchè sono sicuro che sia un’esperienza non solo formativa ma anche molto divertente e di grandissimo valore per gli obiettivi che si pone. E perchè, dopotutto, non fa anche questo parte del giocare?

Un sentito ringraziamento a Paola Castellaneta per averci informato di questa importante e interessante iniziativa organizzata dall’associazione Ridere per Vivere! Umbria presso la meravigliosa sede della Terra del Sorriso: tutte le notizie su date, orari e modalità possono essere reperite sulla pagina Facebook dell’evento e sulle pagine Web Ridere per Vivere e La Terra del Sorriso.

Pubblicato in News, Storie. Etichette: . Lascia un commento »